Verso il Salon d’Automne 2026

Dopo mesi di lavoro a La Terra dell’Upupa, Corridoio ha lasciato lo studio di Amelia.
Cinque pannelli, cinque metri di pittura, due casse costruite appositamente per il viaggio: destinazione Parigi, Salon d’Automne 2026, Place de la Concorde.
È il passaggio conclusivo di un percorso iniziato nello studio, tra disegni, velature, pigmenti, miscele e stracci, e cresciuto lentamente fino a occupare un’intera parete: cinque tele concepite come un’unica immagine, un attraversamento della memoria e del presente.

La partenza arriva pochi giorni dopo un segnale inatteso da Parigi. Arts in the City ha dedicato un articolo alla 123ª edizione del Salon d’Automne, utilizzando l’immagine di Corridoio tra quelle scelte per presentare l’edizione 2026. Nel testo, l’opera emerge tra i lavori che attraverseranno le diverse sezioni del Salon, richiamata proprio attraverso la sua dimensione monumentale di cinque metri.

C’è qualcosa di particolarmente suggestivo in questa coincidenza: mentre l’opera lascia fisicamente l’Umbria, la sua immagine è già arrivata a Parigi.
Prima della partenza, Corridoio è stato anche al centro dello Studio Visit a La Terra dell’Upupa, quando lo studio si è aperto agli ospiti e l’opera è stata osservata, attraversata e condivisa nel luogo stesso in cui è nata.

Ora il lavoro è protetto, separato nei suoi cinque elementi e custodito nelle due casse realizzate per il trasporto. Per qualche giorno non sarà più visibile nella sua interezza.

Lo sarà nuovamente a Parigi.

Salon d’Automne 2026
Place de la Concorde, Paris
Vernissage — 27 ottobre 2026
Apertura al pubblico — 28 ottobre – 1 novembre 2026
Leggi l’articolo di Arts in the City →


Una risposta a “CORRIDOIO, SULLA VIA DI PARIGI”
Opera prorompente, trasmette divergenti emozioni, tragedia, drammatica speranza, residua fiducia nell’umana pietas. Cicatrice indelebile nell’animo e una infinità di domande interiori a cui ognuno, se può davvero avere il diritto di chiamarsi uomo o donna, dovrebbe provare a darsi e dare una risposta che sia sprone per l’evoluzione in meglio della attuale civiltà. Se vogliamo avere un futuro, se vogliamo lasciarlo agli altri chiunque essi siano, ovunque essi siano nati.